PoveraPazza

La vecchia merceria

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Entro, dove sembra che il tempo sia fermo, dove due sorelle senza età, quasi indistinguibili e l’immancabile profumo di legno di cedro esaudiscono i desideri del mio uomo. Desideri nascosti, coperti bene. Scelgo, chiedo una misura in meno. Che sia costretta, ristretta, compressa, perfetta. Nella guaina contenitiva color carne che mi custodirà fino a sera. Come un segreto, come un soprassalto. Trattengo il fiato. L’elastica compressione mi solca, mi segna, mi esalta, assedia la furia dell’abbandono. Chiusa nella cabina di prova sento la sua voce che bisbiglia: “non bagnarla, tesoro” e poi il suono affilato delle forbici.

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