PoveraPazza

un blog riluttante

7 commenti

Mi stanno sul culo i blog.  Con le statistiche e il conto delle visite e quanti post e se tu commenti me io commento te e i cuoricini, i gattini, i fiorellini  e l’eros a far da esca. E’ che amo le scritture collettive, il confronto, il poco che viene dal tanto, gli arcipelaghi. Forse perché sono molto più lettrice (un tempo appassionata) che autrice, forse perché credo che né le idee né gli dei possano salvarci, ma soltanto una relazione vitale. O è che detesto l’idea che le mie parole siano cani randagi.

Ma pare che “essere adulti è essere soli” e fanculo pure Jean Rostand con le sue verità insopportabili.

Mi stanno sul culo i blog e poi non se ne sente certo la mancanza. Questo sarà uno dei tanti che finiscono inascoltati, ma sarà uno dei pochi che cominciano dalla fine.

La storia di un’insensatezza prolungata indefinitivamente.

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7 thoughts on “un blog riluttante

  1. sottoscrivo parola per parola quanto dici, eppure nel giro di poco sia io che te ne abbiamo aperto uno. perchè? perchè se non siamo coerenti almeno siamo genuini nelle nostre contraddizioni e ancora qualcosa cerchiamo di otetnere dalle e nelle parole.
    quindi, auguroni vale
    ml

  2. In fondo hai effettivamente ragione, un blog si “tiene sú” solo se sei attiva a visitare gli altri e a lasciare i tuoi cioccolatini. Se sei solo brava non ti prendono assolurtamente in cosiderazione, non ti riscontrano… non ci sei!!!!!
    Quanti ne ho fatti di blogs io… tantiiii, ne ho anche diversi in giro, chissà quanti saranno, con le mie poesie dedicate alla mia tesorina, le grafiche a volte un pò spinte ma sempre femminili.
    Ma chi se ne … io scrivo poesie perché amo, e disegno grafiche perchè mi piace farlo. Lo faccio (lo fó?) per me principalmente.
    Sono certa che Rostand sarebbe della tua opinione oggigiorno e sono certo che girerebbe nel tuo blog senza spartire quelle sue insopportabili verità.
    😉

    Ciao!!!

  3. Bel posto qui, tornerò. Intanto inizio a seguirti.
    Francesca

  4. Un bisogno parla a un bisogno… tutte le relazioni vitali arrivano al confine dell’insensatezza, prima o poi. Poi evolvono.
    Si.

    • o involvono, come da queste parti. e si spatasciano, pure.
      il punto è se noi siamo capaci di evolverci, prima o poi, comunque. io oggi non lo so, caro leone meditabondo, non oggi.
      a presto 🙂

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